Università, Bernini riforma i settori artistici dell’AFAM

Studentesse di danza classica

La riforma riduce i settori da 400 a 127, aggiorna i contenuti e introduce l’abilitazione artistica nazionale per i docenti AFAM.

Il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha firmato il decreto per la razionalizzazione e l’aggiornamento dei settori artistico-disciplinari (SAD) dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM). La riforma ha ridotto il numero dei settori da oltre 400 a 127, aggiornando i contenuti per adeguarli alle nuove esigenze didattiche, di ricerca e offerta formativa.

“La revisione dei settori rappresenta un’importante occasione di aggiornamento dei contenuti scientifico-artistici, considerando la rapida evoluzione delle arti, della musica, del teatro, della danza, del design e del restauro, nonché la crescita del sistema AFAM”, sottolinea il Ministero. La razionalizzazione è inoltre funzionale all’approvazione del nuovo Regolamento sul reclutamento dei professori e ricercatori AFAM, che introdurrà l’abilitazione artistica nazionale, rendendo il processo di assunzione più simile a quello universitario.

Un elemento chiave della riforma è l’eliminazione della suddivisione tra Accademie di Belle Arti, Accademie di Arte Drammatica, Accademie di Danza, Istituti Superiori per le Industrie Artistiche e Conservatori. Al loro posto sono stati creati settori comuni per evitare ripetizioni e sovrapposizioni, promuovendo un approccio interdisciplinare.

Tra le principali novità, la revisione del settore della pittura introduce un nuovo modello di specializzazione che integra tradizione e innovazione, comprendendo ambiti come la street art e la pittura sacra. Inoltre, accanto ad Arteterapia e Musicoterapia, vengono introdotti i settori di Teatroterapia e Danzaterapia per valorizzare il ruolo delle arti nel benessere psicofisico. Sono stati aggiornati anche i SAD dedicati alla teoria e alla storia delle arti visive, alla conservazione, comunicazione e valorizzazione del patrimonio culturale.

“Le istituzioni AFAM sono il motore della nostra creatività. Nelle accademie, nei conservatori e negli istituti di design, l’arte si fonde con le nuove tecnologie e con le infinite possibilità dell’intelligenza artificiale, dando vita a una vera innovazione”, evidenzia il Ministro Bernini. La riforma segna inoltre un passo avanti verso l’equiparazione con le Università, un traguardo atteso da anni.

Secondo Giovanna Cassese, presidente del CNAM (Consiglio Nazionale per l’Alta Formazione Artistica e Musicale), il settore sta vivendo una trasformazione epocale, culminata con l’avvio dei dottorati di ricerca che combinano arti, scienze e nuove tecnologie. “Grazie a questi provvedimenti legislativi, l’AFAM potrà offrire un contributo ancora più significativo alla ricerca e alla produzione artistica italiana, sia a livello nazionale che internazionale”, conclude Cassese.