Medicina Veterinaria: Al via il primo corso di laurea nel Lazio a Tor Vergata, pilastro della strategia One Health

Veterinario tiene in braccio un gatto

L’Università di Roma Tor Vergata inaugura il primo corso di Medicina Veterinaria nel Lazio, rispondendo alle esigenze del territorio e promuovendo il concetto One Health per la salute integrata di uomo, animali e ambiente.

È un passo epocale per il panorama accademico italiano e laziale: l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata ha inaugurato il primo corso di laurea in Medicina Veterinaria nel Lazio, un progetto nato per rispondere alle esigenze crescenti del territorio e all’evoluzione del concetto One Health. L’approccio, riconosciuto a livello globale, integra la salute umana, animale e ambientale, sottolineando l’interdipendenza tra questi tre ambiti.

Il corso, attivo dall’anno accademico 2024-2025 e con lezioni iniziate nel novembre 2024, ha selezionato 80 studenti tra oltre 900 candidati ai test estivi. In un Paese che conta più di 60 milioni di animali da compagnia, di cui circa il 10% vive nel Lazio, la formazione di veterinari altamente specializzati risponde a una domanda crescente. La sensibilità verso il rapporto uomo-animale è in costante aumento, così come la richiesta di figure professionali competenti per la cura degli animali domestici.

Oltre al settore degli animali da affezione, il Lazio presenta una filiera agro-zootecnica di primaria importanza, con più di 40mila allevamenti registrati (dati 2024). Questa realtà richiede veterinari esperti nella gestione della salute degli animali da reddito, nella certificazione di qualità e sicurezza alimentare e nell’ispezione degli alimenti di origine animale. Inoltre, la regione ospita centri di eccellenza in ricerca biomedica, farmaceutica e biotecnologica, dove i veterinari rivestono un ruolo essenziale nello sviluppo di farmaci e nella medicina traslazionale.

Secondo Nathan Levialdi Ghiron, rettore dell’Università di Roma Tor Vergata, l’avvio del corso rappresenta “un traguardo storico” e si fonda sull’approccio One Health, promosso da istituzioni globali come la FAO, la WHO e l’UNEP. Il rettore ha evidenziato come il 75% delle malattie emergenti sia di origine animale, citando zoonosi come il Covid-19 e l’influenza aviaria a conferma dell’urgenza di formare professionisti in grado di gestire crisi sanitarie globali. Gli studenti avranno accesso a strutture d’eccellenza come l’Ospedale veterinario Gregorio VII, l’Equivet Roma Hospital e l’azienda agricola Maccarese, partecipando a tirocini e progetti di ricerca applicata fin dai primi anni.

Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha sottolineato l’importanza strategica di questo corso per il Lazio e per l’Italia, elogiando l’iniziativa dell’ateneo e augurando agli studenti un percorso ricco di successi. Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha invece posto l’accento sulla necessità di adottare strategie integrate per prevenire emergenze sanitarie e garantire la sicurezza alimentare, valorizzando il contributo della Medicina Veterinaria nell’approccio globale One Health.

Anche Gaetano Penocchio, presidente della Federazione nazionale ordini veterinari italiani (Fnovi), ha ribadito il ruolo cruciale dei veterinari nella sicurezza alimentare, nella prevenzione delle zoonosi e nella conservazione della biodiversità. Sebbene l’Italia abbia il più alto numero di medici veterinari pro capite in Europa, il settore necessita di nuovi professionisti, specialmente in aree come la zooiatria. Le recenti normative in tema di sanità animale offrono opportunità professionali significative per i futuri laureati.

Il nuovo corso di laurea di Tor Vergata si pone quindi come punto di riferimento per la formazione di una nuova generazione di veterinari, capaci di promuovere la salute degli animali, dell’ambiente e delle comunità umane, contribuendo a un futuro più sostenibile e sicuro.