Accordo Internazionale per l’Osservatorio Auger Prorogato Fino al 2035

Osservatorio Auger

L’Osservatorio Pierre Auger in Argentina, il più grande al mondo per lo studio dei raggi cosmici, prolunga la sua attività grazie a un nuovo accordo decennale. Tra i protagonisti l’Università degli Studi dell’Aquila e l’Infn.

È stato prorogato per altri 10 anni, a partire dal 2025, l’accordo internazionale che garantisce l’operatività dell’Osservatorio Pierre Auger, situato in Argentina. Questa struttura, tra le più importanti a livello globale per lo studio dei raggi cosmici, si estende su una superficie di 3.000 km² nell’altopiano di Malargüe-Mendoza, ai piedi delle Ande.

Nella gestione del progetto sono coinvolti circa 400 scienziati provenienti da tutto il mondo, tra cui spiccano i ricercatori dell’Università degli Studi dell’Aquila e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). Tra i protagonisti di spicco figurano Francesco Salamida, coordinatore dei rivelatori, Denise Boncioli, coordinatrice scientifica, e Vincenzo Rizi. Tutti e tre sono docenti del Dipartimento di Scienze Fisiche e Chimiche (Dsfc) dell’ateneo aquilano. Il gruppo di ricerca dell’UnivAQ include anche due dottorandi e un assegnista di ricerca, ampliando ulteriormente il contributo italiano a questa impresa scientifica.

L’obiettivo principale dell’Osservatorio Auger è lo studio dei raggi cosmici di ultralta energia, particelle tra le più potenti e misteriose dell’universo. Nel corso della “fase I” del progetto, conclusasi nel 2021, sono stati accumulati circa 15 anni di osservazioni, garantendo il massimo dell’efficienza dei rivelatori. I dati raccolti hanno permesso significativi progressi scientifici in numerosi ambiti, aprendo nuove prospettive di ricerca.

Grazie a questi risultati, si è deciso di potenziare ulteriormente le capacità di osservazione dei rivelatori per approfondire le conoscenze sulla massa primaria dei raggi cosmici con la massima energia. La raccolta dati con la configurazione migliorata inizierà nel 2025, con l’obiettivo di proseguire per un altro decennio. L’estensione dell’accordo internazionale rappresenta la base amministrativa necessaria per avviare la “fase II” dell’Osservatorio Pierre Auger, consolidando il ruolo di questo progetto come punto di riferimento per la comunità scientifica globale.