Chirurgia robotica pronta al sorpasso: addio alla laparoscopia?

Le nuove tecnologie robotiche si stanno affermando come l’alternativa più efficace alla chirurgia tradizionale e laparoscopica, con evidenze che ne dimostrano la superiorità. A Napoli, un evento formativo riunisce i principali esperti del settore.
La chirurgia robotica sta per rivoluzionare il campo della chirurgia addominale, dalla chirurgia bariatrica e metabolica a quella pancreatica, gastrica, colorettale e delle ernie della parete addominale. Sempre più studi scientifici confermano, intervento dopo intervento, la superiorità della chirurgia robotica rispetto alle tecniche tradizionali, laparoscopiche o a cielo aperto. Il vantaggio principale dell’accoppiata chirurgo-robot risiede nella possibilità di migliorare gli esiti operatori, riducendo complicanze e tempi di recupero.
Questo tema è stato al centro di “Spotlight on robotic surgery”, un evento formativo organizzato da Marco Milone, professore associato di chirurgia generale all’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e vicepresidente dell’Italian Club of Robotic Surgery, insieme a Giovanni Domenico De Palma, direttore del Dipartimento di Chirurgia Generale, Trapianti e Gastroenterologia del Policlinico. Il corso, che si svolge in questi giorni, offre ai chirurghi provenienti da tutta Italia un aggiornamento su tecniche innovative, con interventi chirurgici in diretta e proiezioni dall’interno della sala operatoria.
“La tecnologia è matura e, con la giusta formazione del personale, la chirurgia robotica è destinata a migliorare gli esiti degli interventi, con indubbi vantaggi per i pazienti”, spiega Milone. “Grazie alle innovazioni più recenti, possiamo migliorare la precisione dei movimenti del chirurgo, rendendoli più sicuri ed efficaci”. Tra le aree di applicazione, Milone evidenzia le neoplasie epato-bilio-pancreatiche, esofago-gastriche e colorettali, oltre alla chirurgia conservativa per patologie funzionali dell’apparato digerente e ricostruttiva della parete addominale.
Gli studi più recenti mostrano la rapida validazione delle procedure robotiche. In particolare, Milone ha condotto una metanalisi su 23 studi, pubblicata sul Journal of Personalized Medicine, che ha dimostrato la superiorità della chirurgia robotica rispetto alla laparoscopia nel trattamento delle ernie inguinali e ventrali. “La chirurgia robotica per l’ernia inguinale ha dimostrato di ridurre il dolore post-operatorio. Per l’ernia ventrale, invece, abbiamo riscontrato degenze ospedaliere più brevi, meno recidive e tassi di reintervento inferiori rispetto all’approccio laparoscopico”, precisa Milone.
Anche per il tumore del colonretto, uno studio dell’UT Southwestern Medical Center di Dallas, pubblicato sul World Journal of Surgical Oncology, ha evidenziato come i pazienti sottoposti a chirurgia robotica abbiano tempi di degenza più brevi e un minor tasso di complicanze nella maggior parte dei casi di colectomia. “Inoltre, è stato rimosso un numero maggiore di linfonodi, il che ha consentito una stadiazione più precisa del cancro”, aggiunge De Palma.
La chirurgia robotica sta ottenendo risultati promettenti anche in ambito metabolico e bariatrico. Recenti studi presentati all’ultimo meeting dell’American Society for Metabolic and Bariatric Surgery mostrano come questo approccio riduca i tempi operatori e le complicazioni rispetto alla laparoscopia.
“È sempre più evidente che il chirurgo esperto di robotica diventa un riferimento per il trattamento di molte patologie e ha bisogno di competenze adeguate”, conclude Milone. “Il fatto che tanti chirurghi italiani scelgano Napoli per imparare la chirurgia robotica è un segno dell’eccellenza della Federico II e rappresenta un’inversione di tendenza nella migrazione sanitaria Nord-Sud”.