Cibo sprecato: l’impatto ambientale calcolato da Waste Watcher

Ogni grammo conta: l’Italia spreca suolo pari alla Lituania per il cibo gettato. Nuove soluzioni dall’app Sprecometro per ridurre l’impronta ecologica.
In Italia, gettare cibo ancora consumabile comporta un impatto ambientale significativo: significa sprecare terra agricola, acqua e risorse, e contribuire inutilmente alle emissioni di CO₂. L’Osservatorio Waste Watcher International, in collaborazione con l’Università di Bologna – Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari, ha diffuso dati allarmanti per la campagna Spreco Zero. Ogni italiano spreca in media 683,3 grammi di cibo a settimana, ovvero oltre 35 chilogrammi all’anno. Questo comportamento equivale a consumare inutilmente 1,982 milioni di ettari di terra agricola—una superficie pari all’intera Lituania o alla combinazione di Emilia-Romagna e Piemonte.
Il caso dell’insalata: il peso dello spreco
Un esempio emblematico riguarda l’insalata: ogni cittadino ne butta via in media 22,3 grammi a settimana, oltre 1 kg l’anno pro capite. Questo spreco nasconde un costo ambientale: 63mila ettari di superficie agricola, pari a sei volte l’area agricola di Malta o a più della metà dell’intera agricoltura di Cipro o Lussemburgo.
Le parole dell’esperto
“Ogni grammo di cibo sprecato contribuisce al consumo di suolo, un problema tutt’altro che trascurabile,” afferma Andrea Segrè, economista e direttore scientifico dell’Osservatorio Waste Watcher International.
Per sensibilizzare i cittadini in vista della Giornata Mondiale del Suolo, che si celebra domani, 5 dicembre 2024, verrà lanciata una nuova funzionalità dell’app Sprecometro, sviluppata grazie al supporto di Natura Nuova. Questa innovazione consente agli utenti di calcolare non solo l’impronta idrica e carbonica del cibo sprecato, ma anche la superficie agricola consumata in relazione agli alimenti gettati.
Un invito all’azione
“Rendere visibile il legame tra il cibo buttato e le risorse naturali è un passo fondamentale per incoraggiare azioni più sostenibili,” sottolinea Segrè. Ogni pasto salvato rappresenta un contributo concreto per un futuro più sostenibile, evitando che ettari coltivati vadano sprecati.