Sette Ricercatori del San Raffaele tra le Eccellenze Scientifiche Globali: Classifica Stanford

Sette scienziati dell’IRCCS San Raffaele, inclusi nelle liste della Stanford University tra i più influenti al mondo, si distinguono per la loro produttività scientifica a livello globale.
Sette ricercatori dell’IRCCS San Raffaele sono stati inclusi nella prestigiosa classifica mondiale stilata dalla Stanford University, che individua gli scienziati più influenti per la loro produttività scientifica. La classifica, che analizza circa 9 milioni di ricercatori di tutto il mondo, ha evidenziato il contributo di eccellenza di sette membri del Gruppo San Raffaele, tra cui spiccano figure di rilievo del panorama scientifico internazionale.
I ricercatori citati nel rapporto sono il prof. Paolo Maria Rossini, a capo del Dipartimento Neuroscienze e Neuroriabilitazione, e il prof. Stefano Bonassi, responsabile dell’Area di Epidemiologia Clinica e Molecolare e Biostatistica, nonché docente di Igiene Generale e Applicata presso l’Università San Raffaele. Anche il prof. Giuseppe Rosano, responsabile del Centro di ricerca clinica e sperimentale e ordinario di Cardiologia, e il prof. Fabrizio Stocchi, direttore del Centro Parkinson e docente di Neurologia all’Università Telematica San Raffaele, figurano tra i nomi illustri.
La lista prosegue con il prof. Enrico Garaci, presidente del Comitato Tecnico Scientifico dell’IRCCS San Raffaele di Roma, e il prof. Ennio Tasciotti, responsabile del Laboratorio di Human Longevity Program. Completa il gruppo il prof. Massimo Volpe, a capo del Centro per la Diagnosi e cura dell’ipertensione arteriosa e delle complicanze cardiovascolari.
Il rapporto, pubblicato sulla rivista scientifica PLOS Biology, è considerato tra i più affidabili nel campo della ricerca bibliometrica, una disciplina che si occupa di analizzare la produzione scientifica attraverso metodi matematici e statistici. La classifica, curata ogni anno dalla Stanford University in collaborazione con la casa editrice Elsevier e la piattaforma Scopus, il più grande archivio mondiale di citazioni e abstract, suddivide i risultati in due macro-categorie.
La prima si basa sull’intera carriera dei ricercatori, coprendo il periodo 1996-2023, mentre la seconda valuta esclusivamente l’impatto delle ricerche effettuate nell’ultimo anno, con riferimento al 2023. Gli scienziati vengono valutati in base al numero di citazioni ricevute e al loro h-index, un indice che misura sia la prolificità che l’impatto scientifico di un autore. Oltre a ciò, viene assegnato un c-score, un indicatore che tiene conto della rilevanza delle pubblicazioni e della posizione dell’autore all’interno delle collaborazioni, come primo, ultimo o co-autore. La classificazione copre 22 aree scientifiche e 174 sottocategorie, dall’acustica alla zoologia, grazie a tecniche avanzate di machine learning che permettono di confrontare i risultati tra discipline differenti. Il risultato è una rigorosa selezione di 210.199 scienziati che rappresentano il 2% dei ricercatori di tutto il mondo, tra un totale di 9 milioni di professionisti affiliati a università e centri di ricerca.