Università di Milano, nuova scoperta sui biomarcatori neurologici

La Professoressa Antonia Ratti

Lo studio dell’Università di Milano e dell’Istituto Auxologico rivela un legame tra Sla e Alzheimer attraverso nuovi biomarcatori.

Uno studio pubblicato su Nature Communications ha rivelato un’importante connessione tra le patologie neurodegenerative, evidenziando come due biomarcatori nel sangue, finora ritenuti specifici per l’Alzheimer (p-tau 181 e p-tau-217), risultino significativamente aumentati anche nei pazienti affetti da Sclerosi Laterale Amiotrofica (Sla). Alla ricerca, condotta in collaborazione con diversi centri tedeschi, hanno contribuito in modo determinante i ricercatori dell’Irccs Istituto Auxologico Italiano e del “Centro Dino Ferrari” dell’Università degli Studi di Milano.

“La nostra ricerca – spiega la genetista Antonia Ratti – è frutto di una collaborazione che dura da anni con istituzioni tedesche e dimostra quanto sia fondamentale raccogliere biomarcatori per le malattie neurodegenerative, sviluppando tecnologie avanzate per ottenere nuove informazioni inaspettate. L’investimento in moderne tecnologie è stato ripagato con questa scoperta”.

“Un aspetto ancora più rilevante – aggiunge il neurologo Vincenzo Silani – è l’ipotesi che questi biomarcatori abbiano origine nel muscolo scheletrico dei pazienti con Sla. Ciò apre nuove prospettive di ricerca, rendendo lo studio del muscolo un elemento cruciale non solo per la Sla ma anche per l’Alzheimer”.