Bernini: “Adattiamo l’IA per migliorare le università italiane”

Confronto su IA e realtà virtuale: il futuro della didattica nelle università italiane tra innovazione e tradizione.
“Non vogliamo subire le tecnologie, ma adattarle al nostro obiettivo: elevare la qualità dell’offerta formativa”. Con queste parole, la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha aperto il convegno “Intelligenza artificiale e realtà virtuale nel futuro dell’Università italiana”, tenutosi oggi in Senato. L’evento ha visto un confronto tra università tradizionali e telematiche, con l’intento di migliorare la qualità del sistema didattico attraverso l’uso di strumenti innovativi.
“Non bisogna temere l’intelligenza artificiale, ma saperla governare – ha spiegato Bernini – stabilendo regole chiare e adottando un approccio che favorisca il dialogo. Gli algoritmi li programmiamo noi, ed è nostro compito far sì che le tecnologie siano un supporto, non un ostacolo”. La ministra ha sottolineato che la formazione non deve essere intesa come un business, ma come un servizio sociale che garantisca accessibilità, diritto allo studio e inclusività.
Bernini ha evidenziato l’importanza di integrare nuove tecnologie con l’alta formazione, riducendo il divario tra università in presenza e telematiche. “Dobbiamo innestare la didattica a distanza di qualità nelle università tradizionali e rendere più ‘in presenza’ quelle telematiche”.
Alessio Butti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’innovazione tecnologica, ha sottolineato i rischi connessi all’uso improprio dell’intelligenza artificiale, come l’appiattimento culturale e l’impatto sui lavoratori. “Un uso eccessivo della tecnologia può ridurre la capacità di concentrazione. Inoltre, l’automazione, se non accompagnata da una formazione adeguata, rischia di lasciare indietro i lavoratori. Serve un sistema educativo strutturato che formi competenze digitali avanzate, promuovendo collaborazione tra scuola, università e impresa”.
Anche la sottosegretaria all’Istruzione e al Merito, Paola Frassinetti, ha ribadito l’importanza di partire dalla scuola per insegnare ai ragazzi come sfruttare l’intelligenza artificiale come strumento di supporto. “Non sarà facile, siamo nel pieno di questa trasformazione, ma la formazione degli insegnanti sarà cruciale per evidenziare rischi e opportunità”.
Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera, ha dichiarato che le università devono affrontare una sfida epocale nel contesto della trasformazione digitale. “La transizione verso ambienti digitali richiede un ripensamento radicale dei metodi tradizionali. Le tecnologie possono essere risorse straordinarie se regolamentate adeguatamente, mettendo sempre l’uomo al centro. Sì all’innovazione, ma senza abbandonare scrittura, lettura e studio tradizionale”.