Ca’ Foscari tra espansione e proteste: ricercatori in rivolta contro i tagli

Ca’ Foscari

Mentre l’università investe in nuove residenze e spazi, il personale precario denuncia il blocco delle assunzioni e la compressione della ricerca

L’inaugurazione dell’anno accademico 2025 di Ca’ Foscari, giunta alla sua 157esima edizione, è stata segnata dalle proteste dei ricercatori precari. Mentre la rettrice Tiziana Lippiello sottolineava gli investimenti dell’ateneo, i manifestanti di PrecaRiCa denunciavano le difficoltà del mondo accademico.

Quali sono le ragioni della protesta?

Le tensioni sono esplose all’auditorium Santa Margherita, dove i cori e i fischi dei ricercatori precari hanno accompagnato l’intervento della rettrice. All’esterno, uno striscione con la scritta “Danno Accademico” denunciava il basso tasso di stabilizzazione degli assegnisti di ricerca, con solo il 9,5% di loro destinato a un futuro contrattuale stabile. “Capisco le ragioni che portano alla protesta, perché ci sono passata anch’io”, ha dichiarato Lippiello, difendendo l’impegno di Ca’ Foscari che, dal 2020, ha assunto 160 ricercatori.

Come si sta espandendo Ca’ Foscari?

Nonostante le difficoltà, l’università prosegue il suo piano di espansione. Il modello del “campus diffuso” prevede la crescita delle sedi di Mestre e Treviso, con l’obiettivo di offrire entro il 2026 ben 2.500 posti letto agli studenti. “La residenzialità studentesca continua a essere un punto critico per Venezia, come per molte città italiane ed europee”, ha sottolineato la rettrice, ribadendo la necessità di collaborare con Comune e Regione.

Quali sono gli investimenti previsti?

I progetti di edilizia universitaria sono ingenti. Lo studentato dell’ex caserma Pepe, finanziato con 26,9 milioni di euro dal Ministero dell’Università e 6 milioni dall’ateneo, offrirà 210 nuovi posti letto. A Mestre, in via Torino, sorgerà un edificio polifunzionale con una mensa da 170 posti e aule studio per oltre 200 studenti, grazie a un investimento di 6 milioni. A Treviso, invece, sta prendendo forma un nuovo complesso da oltre 10.000 metri quadrati per aule e spazi di coworking. In programma anche la riqualificazione di Palazzo Badoer e San Tomà e l’apertura di una nuova biblioteca nella chiesa di Santo Spirito.

Quali sono le risorse a disposizione per la ricerca e il personale?

La rettrice ha evidenziato alcuni dati positivi: Ca’ Foscari ha investito 27 milioni di euro nel diritto allo studio, ha incrementato il personale del 25% e ottenuto 26 milioni per la ricerca, di cui 15 milioni da bandi competitivi e 6 milioni da 18 progetti Marie Curie. Tuttavia, la situazione finanziaria resta tesa a causa dei tagli governativi.

Come influiscono i tagli sulle università?

Secondo Marco Simionato, rappresentante del personale tecnico-amministrativo, i recenti tagli del Ministero dell’Università e della Ricerca (Mur) pesano sugli atenei italiani, con una riduzione di 173 milioni di euro, di cui 7 milioni sottratti a Ca’ Foscari. “Il blocco del turn-over al 50% per il personale e la compressione della ricerca rischiano di compromettere la qualità dell’insegnamento”, ha affermato Simionato.

Cosa chiedono i ricercatori?

I membri del movimento PrecaRiCa denunciano una situazione sempre più precaria. “Il 70% del personale è a tempo determinato e la situazione sta peggiorando”, spiegano la ricercatrice Laura Cesaro, l’assegnista Alice Suozzi e la studentessa Alice Bazzoli. Il gruppo annuncia la presentazione di una mozione nei dipartimenti e al Senato accademico per chiedere che l’università prenda posizione contro i tagli. “Se i precari non verranno regolarizzati, l’università ne uscirà impoverita e gli studenti saranno i primi a pagarne le conseguenze”.