UniMol, Vanoli: “Voglio un’università inclusiva e radicata nel territorio”

Giuseppe Vanoli

Giuseppe Vanoli, candidato unico al rettorato dell’Unimol, punta su inclusione, legame con il territorio e gestione delle risorse.

“Per il futuro immagino un’università sempre più radicata nel territorio, capace di offrire maggiori opportunità agli studenti affinché possano laurearsi nei tempi previsti, un ateneo inclusivo, aperto a tutti, indipendentemente dalla loro condizione economica, sociale o fisica. Questo è il progetto che stiamo portando avanti e che l’Università del Molise ha già consolidato nel tempo. Ora si tratta di compiere l’ultimo passo per raggiungere l’obiettivo.” Con queste parole, il professore Giuseppe Vanoli, candidato unico alla carica di rettore dell’Unimol per le elezioni del prossimo 9 aprile, descrive la visione dell’ateneo per i prossimi anni.

“La prima cosa che farei domani mattina – aggiunge – è rafforzare ulteriormente il legame con il territorio.” Vanoli, napoletano, 52 anni ad aprile, è una figura già ben radicata nell’Università del Molise, dove ha ricoperto il ruolo di prorettore. Ordinario di Fisica ambientale presso il Dipartimento di Medicina e Scienze della Salute ‘Vincenzo Tiberio’, la sua candidatura si inserisce in un percorso di continuità con l’attuale rettore. “Ho avuto l’onore di lavorare con il professore Brunese per tanti anni – sottolinea Vanoli –, abbiamo realizzato numerosi progetti insieme. La continuità è un valore che nasce anche dal rapporto di amicizia che ci lega. Naturalmente, ogni rettore interpreta il suo ruolo in modo personale. In questi anni abbiamo maturato esperienze che, in alcuni casi, ci avrebbero portato a fare scelte diverse.”

Tra le priorità del candidato c’è la questione delle risorse economiche. “Lo scenario è cambiato: il Governo ha imposto un taglio improvviso, anticipato rispetto alle previsioni, che inizialmente doveva avvenire al termine del 2026 con la fine del Pnrr. È evidente che dovremo adeguarci a questa nuova realtà.”

Infine, sulla sua candidatura senza rivali, Vanoli resta cauto: “Non lo considero un dato acquisito, bisogna attendere il voto. Il momento elettorale è fondamentale e va rispettato. Oggi mi sento candidato unico, ma questo non significa aver già raggiunto l’obiettivo. Una corsa senza sfidanti può essere il segnale di una comunità accademica unita, che sceglie di progredire insieme senza divisioni interne, per costruire il futuro in modo più rapido ed efficace. Sarà il risultato elettorale a confermare o smentire questa visione, e io sono in attesa di quel verdetto.”