Università di Urbino, Benedetto Vigna apre l’anno accademico

Il CEO di Ferrari Benedetto Vigna agli studenti dell’Università di Urbino: “Osate, non abbiate paura di sbagliare”
L’inno nazionale, eseguito dal Coro 1506, ha dato il via all’inaugurazione del 519° anno accademico dell’Università degli Studi di Urbino, che quest’anno conta 4.382 nuovi immatricolati. La cerimonia ha avuto il suo momento centrale nella lectio magistralis del CEO di Ferrari, Benedetto Vigna, intitolata “Elogio dell’errore purché capito”.
Il supermanager ha invitato studenti e studentesse a non temere gli sbagli: “Osate, non abbiate paura di sbagliare”, ha detto Vigna, il quale ha posto l’accento sull’errore come fattore essenziale per l’apprendimento e sull’importanza di superare le barriere che ostacolano la crescita personale e professionale. Ha raccontato la propria esperienza: “Spesso mi chiedono cosa si fa per diventare CEO di Ferrari, come se esistesse un percorso prestabilito. È comprensibile, si vogliono certezze su ciò che accade, ed è una conseguenza dell’invasione dell’intelligenza artificiale, che ci spinge a controllare troppo la realtà. Ma il percorso non è prevedibile: il mio obiettivo non è mai stato diventare CEO, ma imparare, fare del mio meglio e non perdere tempo”.
Vigna ha poi distinto tra diversi tipi di errore: “Ci sono errori ed errori. Io parlo dell’errore di esplorazione, non di chi viola volontariamente le regole o di chi è negligente. È impossibile fare innovazione senza fallire”.
Il rettore dell’Università di Urbino, Giorgio Calcagnini, ha sottolineato il ruolo dell’ateneo nel processo di cambiamento promosso dal PNRR: “Oggi che la transizione è digitale ed ecologica oltre che amministrativa, come organismo pubblico e istituzione formativa di ordine superiore, stiamo cambiando ancora per assicurare la migliore qualità della didattica, dei servizi e della ricerca alla nostra popolazione studentesca, ai nostri stakeholder, al nostro Paese”.
L’attenzione si è poi spostata sulle nuove generazioni: “Il DNA digitale della Generazione Z, iperconnessa, votata alla sostenibilità e all’inclusione, traghetterà il settore pubblico – e non solo quello – in una nuova era dell’umanità”, ha concluso Calcagnini.