Università di Trieste, Savino: “23 milioni per la formazione medica”

Sandra Savino

La sottosegretaria Savino replica alle critiche sulla riforma di Medicina e sottolinea gli investimenti del Governo per la formazione.

“La scelta è chiara: vogliamo garantire un accesso più equo alla facoltà di Medicina, eliminando il peso dei test a crocette che per anni hanno favorito chi poteva permettersi costosi corsi di preparazione privati. Questo Governo ha deciso di restituire centralità al merito e alla vocazione, assicurando pari opportunità a tutti gli studenti, indipendentemente dal reddito delle loro famiglie.” Con queste parole la sottosegretaria al Mef Sandra Savino ha risposto alle critiche sulla riforma dell’accesso a Medicina, tra cui quelle sollevate dal Rettore dell’Università di Trieste, Roberto Di Lenarda.

“In Friuli Venezia Giulia e a livello nazionale – ha proseguito Savino – stiamo lavorando per rendere il nostro sistema sanitario più attrattivo, ma dire che ‘non mancano medici’ è una lettura parziale della realtà. Il problema è che molti giovani sono stati costretti a lasciare l’Italia per studiare all’estero, non per mancanza di talento, ma perché respinti da un quiz che nulla aveva a che fare con la loro futura professione.”

Secondo la sottosegretaria, l’obiettivo della riforma voluta dal Ministro dell’Università Anna Maria Bernini e dal Governo è invertire questa tendenza e riportare la formazione medica in Italia. “Non ci limitiamo a fare analisi astratte o a rinviare le scelte. Il Governo ha la responsabilità di agire e lo sta facendo: ha già stanziato 23 milioni nei mesi scorsi e destinerà ulteriori risorse per garantire una formazione di qualità nelle Università con facoltà di Medicina. Questo è uno dei cambiamenti di cui il nostro sistema sanitario ha bisogno” ha concluso Savino.