L’Università di Parma nel progetto europeo AVTIA per l’inclusione digitale

Ragazzo non vedente utilizza uno smartphone

L’Università di Parma partecipa al progetto AVTIA per garantire accessibilità e inclusione nei media audiovisivi a livello europeo.

L’Università di Parma partecipa come partner al progetto europeo “Audiovisual Translation for Inclusion and Accessibility” (AVTIA), un’iniziativa internazionale finalizzata a promuovere l’accessibilità e l’inclusione nel settore audiovisivo. Il progetto è coordinato dalla George Emil Palade University of Medicine, Pharmacy, Science, and Technology di Târgu Mureș (Romania) e coinvolge anche le Università di Lleida (Spagna) e di Belgrado (Serbia), oltre alla società italiana Pixel, specializzata in istruzione e formazione internazionale.

AVTIA, co-finanziato dal programma Erasmus+, è rivolto a docenti, studentesse e studenti con l’obiettivo di prepararli come futuri esperti del settore. Il team dell’Università di Parma, guidato dalla docente Michela Canepari del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali, si focalizzerà sull’audiodescrizione per persone cieche e ipovedenti, con l’intento di rendere pienamente accessibili tutti i contenuti audiovisivi. L’ateneo conferma così il proprio impegno concreto a livello internazionale verso l’inclusione e l’accoglienza nelle loro molteplici dimensioni.

Il progetto non si rivolge solo a persone con disabilità visiva, ma anche a chi è sordo o ipoudente. Con circa 90 milioni di persone cieche e ipovedenti e oltre 190 milioni di individui con problemi uditivi in Europa, l’urgenza di promuovere l’inclusione attraverso iniziative come AVTIA è evidente. Accessibilità e inclusione devono essere considerate strumenti fondamentali per rafforzare il senso di appartenenza nelle comunità, nel rispetto dei valori cardine dell’Unione Europea basati su diritti umani, uguaglianza, libertà, dignità e democrazia.