Orfeo ed Euridice: l’Università di Firenze celebra il centenario con uno spettacolo unico

Orfeo ed Euridice, Alessandro Varotari detto il Padovanino, 1620 c., Venezia, Gallerie dell’Accademia

Coro, Orchestra e Compagnia teatrale di Unifi insieme per un evento straordinario al Teatrodante Carlo Monni di Campi Bisenzio.

“Che farò senza Euridice!”, il celebre lamento dell’Orfeo di Christoph Willibald Gluck, tornerà a emozionare il pubblico grazie a un’imponente produzione artistica dell’Università di Firenze. La Compagnia Teatrale Universitaria Binario di Scambio, il Coro e l’Orchestra di Unifi si uniranno per la prima volta sul palco del Teatrodante Carlo Monni di Campi Bisenzio, giovedì 12 dicembre, per rappresentare l’opera Orfeo ed Euridice. L’evento, che rientra nelle celebrazioni per il centenario dell’Ateneo fiorentino, inizierà alle ore 21 presso piazza Dante 23.

L’opera seguirà la versione musicale parigina di Gluck, rappresentata per la prima volta a Vienna nel 1762 con il libretto di Ranieri de’ Calzabigi e le coreografie di Gasparo Angiolini. Questa produzione coinvolge 130 persone tra studenti, artisti, organizzatori e personale dell’Ateneo, che da settembre collaborano intensamente per armonizzare suoni, voci, strumenti e coreografie sotto la guida dei maestri Gabriele Centorbi e Patrizio Paoli, della regista Stefania Stefanin e con le scenografie di Mirco Rocchi.

“La messa in scena di Orfeo ed Euridice – sottolinea la rettrice Alessandra Petrucci – celebra il centenario del nostro Ateneo, valorizzando i principi di speranza, solidarietà e rinascita attraverso le arti. Questo progetto rappresenta un esempio straordinario di collaborazione tra la Compagnia teatrale, il Coro e l’Orchestra dell’Università di Firenze. È anche un’opportunità per rafforzare il legame tra la nostra istituzione e il territorio, offrendo bellezza e riflessione in un momento storico complesso. Ringrazio tutti i partecipanti per aver reso possibile un’iniziativa così significativa”.

La scelta di mettere in scena l’opera di Gluck, come evidenzia Teresa Megale, professoressa di Discipline dello Spettacolo e delegata alle Attività di Spettacolo di Ateneo, possiede un valore culturale che supera il tradizionale ambito della Terza Missione universitaria. “Congedare l’anno con un’opera di tale portata – afferma – significa riaffermare l’importanza dello spettacolo come pratica essenziale per la comunità universitaria. Attraverso il teatro e la musica, si promuovono sensibilità artistica, coesione sociale e conoscenze culturali, contribuendo alla crescita collettiva. Questo spettacolo rappresenta una fusione unica delle competenze della Compagnia teatrale, del Coro e dell’Orchestra, dimostrando la forza del lavoro collettivo nel creare un’esperienza artistica indimenticabile”.

Il Teatrodante Carlo Monni, anch’esso simbolo di rinascita, diventerà quindi il palcoscenico di un evento unico, dove linguaggi artistici diversi dialogheranno in perfetta armonia per trasmettere messaggi universali.