Pompei e Federico II: nuove connessioni tra il parco archeologico e il territorio vesuviano

Lo studio dell’Università Federico II, consegnato al Parco archeologico di Pompei, propone percorsi di mobilità sostenibile, valorizzazione delle mura e delle aree agricole, e linee guida per il restauro delle strutture antiche.
Connettere la Pompei antica alla città moderna e ai sette siti del Parco archeologico vesuviano è l’obiettivo di uno studio innovativo realizzato dall’Università degli Studi di Napoli Federico II. Il progetto, iniziato nel 2021 e concluso con la consegna ufficiale del documento da parte del rettore Matteo Lorito al direttore del Parco archeologico, Gabriel Zuchtriegel, si inserisce nella cornice della convenzione “Pompei fuori le mura”. Questa ricerca mira a delineare un parco archeologico diffuso, estendendo i collegamenti a siti come Boscoreale, Oplontis, Stabiae, Longola, Lettere, Quisisana e il Polverificio Borbonico, attraverso percorsi di mobilità sostenibile.
Il lavoro si concentra sulla creazione di uno spazio che non solo custodisca un patrimonio archeologico di rilevanza internazionale, ma che funzioni anche come luogo di riqualificazione urbana e ambientale. “La collaborazione tra il Parco archeologico e la Federico II – ha dichiarato il rettore Lorito – permette di valorizzare Pompei come risorsa straordinaria non solo archeologica, ma anche didattica e di ricerca. Questo studio può rappresentare un punto di svolta per migliorare l’accessibilità e la fruibilità del sito”.
Tra le proposte, spiccano le linee guida per rendere accessibili le mura e le aree agricole del parco, offrendo ai visitatori nuove opportunità di esplorazione e contribuendo alla decongestione delle aree principali. Grazie a un’approfondita survey diagnostica e all’analisi delle fonti, sono state per la prima volta evidenziate criticità conservative delle strutture emerse, con l’elaborazione di linee guida per futuri interventi di restauro.
Lo studio ha coinvolto quattro dipartimenti dell’Università Federico II: Architettura, Strutture per l’Ingegneria e l’Architettura, Scienze della Terra e Ingegneria civile edile ambientale, riunendo 60 docenti e 37 giovani ricercatori. “Questi numeri – ha sottolineato Renata Picone, responsabile scientifico della convenzione – testimoniano l’impegno dell’ateneo nel mettere le proprie competenze al servizio del territorio, formando nuove generazioni capaci di lavorare in modo interdisciplinare”.
Il progetto rappresenta una guida operativa per il Parco archeologico di Pompei, capace di trasformare il sito in un modello innovativo di valorizzazione e integrazione con il territorio circostante.