Università di Torino, crescita record di studenti, docenti e fondi

Stefano Geuna, Rettore dell'Università di Torino

L’Università di Torino registra un boom di iscritti, nuovi docenti e investimenti milionari per la ricerca e le infrastrutture.

L’Università di Torino registra una crescita significativa sotto diversi aspetti. Il numero di docenti neoassunti o promossi ha raggiunto quota 1.440, pari al 60% del totale di quasi 2.500. Gli studenti iscritti sono aumentati del 10%, passando da 75mila a 83mila, nonostante una fase di stallo a livello nazionale. L’offerta formativa è stata ampliata con 13 nuovi corsi di studio, portando il totale a 168, mentre i dottorati di ricerca sono raddoppiati da 35 a 70, determinando un incremento del 50% nell’ambito post-laurea.

Investimenti per oltre 450 milioni di euro sono stati destinati a progetti su infrastrutture e attrezzature di ricerca, già in corso o in fase di programmazione. “Numeri che testimoniano la crescita, in certi casi imponente e impetuosa, del nostro ateneo”, hanno dichiarato il rettore Stefano Geuna e il direttore generale Andrea Silvestri durante la presentazione dell’inaugurazione dell’anno accademico, prevista per lunedì al Teatro Regio, con la partecipazione di Enrico Letta e Luciana Vaccaro, rettrice della Hes-So e presidente di Swissuniversities.

L’espansione dell’ateneo si riflette anche sul bilancio, con un conto economico cresciuto da 501 a 627 milioni di euro nell’ultimo quinquennio, un attivo patrimoniale aumentato da 1,050 a quasi 1,7 miliardi e un bilancio 2025 che si prospetta ancora più solido. Migliorato anche il rapporto docenti-studenti, sceso da uno ogni 37 a uno ogni 33, nonostante l’incremento degli iscritti. Progressi significativi sono stati registrati anche sul fronte della parità di genere, con la percentuale di professoresse ordinarie salita dal 29 al 36%. “Sono stati anni di crescita sostanziale – ha concluso la prorettrice Giulia Carluccio – grazie alla capacità che abbiamo messo in campo di andare oltre la contingenza e le complessità”.