Dottorati di ricerca: età media 32,4 anni e disparità di genere

Convegno AlmaLaurea 2024

Il Rapporto AlmaLaurea 2024 rivela un aumento dei dottorandi adulti, ma persiste il divario di genere sia nell’occupazione che nelle retribuzioni.

Il dottorato di ricerca non è più un percorso riservato esclusivamente ai giovani neolaureati. L’età media dei dottorandi in Italia è di 32,4 anni, dimostrando che questo percorso formativo attrae sempre più adulti. È quanto emerge dalla IX edizione del Rapporto AlmaLaurea 2024 sul Profilo e sulla Condizione occupazionale dei Dottori di ricerca, presentato all’Università degli Studi di Macerata.

Secondo Marina Timoteo, direttrice del Consorzio AlmaLaurea, il dottorato di ricerca in Italia, pur essendo tradizionalmente legato alla carriera accademica, rappresenta anche un’opportunità per una popolazione più matura interessata ad ambiti extra accademici. “Il dottorato – ha spiegato Timoteo – svolge un ruolo strategico nell’economia e nella società della conoscenza”.

Distribuzione per età e aree disciplinari

L’indagine analizza l’età dei dottorandi suddivisa in quattro fasce: meno di 29 anni (23,2%), 29-30 anni (29,9%), 31-35 anni (32,4%) e oltre 36 anni (14,6%). La distribuzione varia significativamente tra le aree disciplinari: nelle scienze di base e ingegneria, la quota di dottorandi under 29 è maggiore, mentre le scienze economiche, giuridiche e sociali, così come le scienze umane e della vita, registrano percentuali più elevate tra i dottorandi più maturi. In particolare, solo il 6,6% dei dottorandi in scienze di base ha più di 36 anni, rispetto al 21,3% delle scienze umane.

Dati occupazionali e disparità di genere

Il Rapporto evidenzia che i dottori di ricerca rappresentano lo 0,6% della popolazione in età lavorativa, una percentuale che, sebbene bassa, ha mostrato segnali di ripresa negli ultimi due anni. Tuttavia, persiste un significativo gender gap. Nel 2023, le donne costituivano il 48,5% dei dottorandi, contro il 60,2% dei laureati di secondo livello.

Questa disparità si riflette anche nei salari: gli uomini percepiscono in media l’8,3% in più rispetto alle donne, con stipendi medi di 1.980 euro contro 1.828 euro. Il divario retributivo varia a seconda delle aree disciplinari, raggiungendo il picco nelle ingegnerie (+20,4%) e il minimo nelle scienze umane (+2,7%).

Nonostante il gender gap, il tasso di occupazione a un anno dal conseguimento del titolo rimane alto: il 91,5% dei dottori di ricerca trova lavoro, con una leggera differenza tra uomini (93%) e donne (90,1%).

Insoddisfazione per le borse di studio

Un dato critico che emerge dall’indagine riguarda il finanziamento: solo il 40,7% dei dottorandi ritiene adeguata la borsa di studio ricevuta, con un calo di 9,6 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Questo evidenzia un problema di sostenibilità economica per chi sceglie di intraprendere il dottorato.