Il Politecnico di Bari nella top mondiale: realizzato il primo ponte pedonale stampato in 3D

Il progetto, coordinato dal professor Giuseppe Fallacara, dimostra il potenziale dell’architettura digitale e della sostenibilità ambientale. La startup B&Y ha sviluppato una tecnologia innovativa che trasforma i residui di lavorazione in materiali da costruzione.
Il primo ponte pedonale stampato in 3D al mondo porta la firma del Politecnico di Bari. Situato a Gravina in Puglia, il prototipo rappresenta una svolta nell’architettura e nell’edilizia sostenibile. Il progetto, nato grazie a una collaborazione tra la startup B&Y e il dipartimento di Architettura del Politecnico, è stato sviluppato sotto la guida del professor Giuseppe Fallacara, esperto di stereotomia e tecniche costruttive avanzate.
Un ponte all’insegna della sostenibilità
La particolarità del ponte non risiede solo nella stampa 3D, ma anche nei materiali impiegati. La struttura è stata costruita con una malta a basso impatto ambientale, composta da polveri lapidee di scarto e un legante innovativo a base di geocella. “Questa soluzione è in grado di trasformare i residui di lavorazione in soluzioni sostenibili per la stampa 3D”, ha dichiarato Fallacara, sottolineando il valore ecologico e tecnologico dell’iniziativa.
L’opera non è solo un esempio di innovazione costruttiva, ma anche un modello di economia circolare, coinvolgendo le aziende pugliesi del settore estrattivo e lapideo, tra cui quelle di Apricena, Trani, Fasano e Ostuni.
Una sfida tecnologica di livello internazionale
L’importanza del progetto è confermata dal coinvolgimento di alcuni dei principali centri di ricerca al mondo nel campo della stampa 3D applicata all’architettura, tra cui:
- ETH di Zurigo
- Ball State University of Muncie (USA)
- Institute for Advanced Architecture of Catalonia
- Eindhoven University of Technology
Il prototipo è stato esposto a Gravina e ora il team di ricercatori è impegnato nella valutazione delle proprietà meccaniche della struttura, per determinarne la resistenza e il potenziale impiego in scenari urbani reali.
Un omaggio a Leonardo da Vinci
Il ponte è stato intitolato “da Vinci’s Bridge”, ispirandosi a un progetto concepito nel 1502 dal genio del Rinascimento. L’idea originale, sviluppata per essere un’opera di ingegneria all’avanguardia per l’epoca, è ora diventata realtà grazie alle moderne tecnologie digitali.
Con questa realizzazione, il Politecnico di Bari si conferma una delle istituzioni accademiche più avanzate nel campo dell’architettura digitale, contribuendo alla ricerca internazionale sulla sostenibilità e sull’innovazione nei materiali da costruzione.