Tor Vergata: la dieta mediterranea bio migliora il microbiota

Tavola imbandita con ingredienti tipici della dieta mediterranea

Lo studio dell’Università di Tor Vergata dimostra i benefici della dieta mediterranea biologica su microbiota, salute e sostenibilità.

Seguire una dieta mediterranea basata su alimenti biologici apporta numerosi benefici alla salute, in particolare sul microbiota intestinale, considerato il nostro “secondo cervello”. Secondo uno studio condotto dall’Università di Roma Tor Vergata, guidato dalla prof.ssa Laura Di Renzo, il consumo di cibi bio aumenta fino al 25% i batteri antiossidanti, mentre riduce della metà quelli pro-ossidanti, contribuendo a diminuire l’infiammazione generale dell’organismo e il rischio di malattie cardiovascolari.

La ricerca, diffusa nell’ambito della campagna social Il Bio dentro di Noi, promossa da FederBio, AssoBio e Consorzio Il Biologico, si distingue per la raccolta dettagliata di dati relativi alla salute, al valore nutrizionale degli alimenti e alla loro sostenibilità ambientale. I risultati saranno presentati oggi all’Orto Botanico di Roma durante la Festa del BIO | Montagna Madre, un evento promosso da FederBio e Slow Food Italia, aperto al pubblico per approfondire i vantaggi della dieta mediterranea biologica.

Nel corso dell’incontro, la prof.ssa Di Renzo, direttrice della Scuola di Specializzazione in Scienza dell’Alimentazione di Tor Vergata, dialogherà con il giornalista Giacomo Talignani de La Repubblica – Green&Blue. Oltre all’analisi teorica, verranno mostrati piatti sani e nutrienti, con ricette illustrate direttamente dalla responsabile dello studio. Tutte le preparazioni sono disponibili nella sezione dedicata del sito Il Bio dentro di Noi, con indicazioni sulle proprietà nutraceutiche e le modalità di preparazione. Inoltre, la prof.ssa Di Renzo realizzerà una ricetta in diretta insieme alla giornalista e influencer Tessa Gelisio.

“I cibi biologici riducono l’esposizione ai pesticidi e rafforzano le difese naturali dell’organismo”, spiega la prof.ssa Di Renzo. “Le mie ricette vogliono rendere questo stile di vita accessibile e gustoso”. Oltre ai benefici per la salute, lo studio evidenzia anche l’impatto positivo sulla sostenibilità: la dieta biologica riduce l’impronta idrica da 64.475 a 44.705 litri per persona al mese – l’equivalente di 250 docce in meno – e abbassa l’impronta carbonica da 40,25 a 38,13 kg di CO2.

I risultati della ricerca mostrano che la dieta bio mediterranea favorisce un equilibrio nel microbiota, abbassando il rischio di malattie cardiovascolari, diabete e tumori grazie a un effetto immunomodulante e detossificante. La qualità dei grassi migliora: l’indice di aterogenicità si dimezza, passando da 0,29 a 0,16, mentre quello di trombogenicità scende da 0,42 a 0,20. Anche la capacità antiossidante del pasto registra un netto incremento, quadruplicando da 5.870 a 20.573 unità ORAC, con effetti positivi sull’invecchiamento cellulare.

La ricerca è stata realizzata dal Dipartimento di Biodinamica e Prevenzione di Tor Vergata attraverso il protocollo IMOD (Italian Mediterranean Organic Diet), nell’ambito del progetto MOOD, finanziato dal Ministero della Salute. I dati raccolti su due volontari, Tatiana e Dario, confermano la tendenza generale: maggiore presenza di batteri benefici (Firmicutes), riduzione fino al 50% di quelli pro-infiammatori (Bacteroidetes) e una perdita di circa un chilo di peso. Nei prossimi mesi sarà disponibile un confronto dettagliato tra la dieta mediterranea tradizionale e la versione biologica, sempre nell’ambito dello studio condotto dall’Università di Tor Vergata.