UniTn riceve investimento Extend per piattaforma innovativa contro le malattie rare

L’Università di Trento sviluppa una nuova piattaforma per il trattamento di oltre 400 malattie rare grazie al finanziamento di Extend e alla guida del prof. Alessandro Quattrone.
L’Università di Trento ha ricevuto un significativo investimento da parte di Extend, un polo nazionale di trasferimento tecnologico focalizzato sul biopharma, nato grazie all’iniziativa di Cdp Venture Capital in collaborazione con Evotec e Angelini Ventures. Questo finanziamento è destinato allo sviluppo di una piattaforma innovativa, progettata per offrire nuove soluzioni terapeutiche a un ampio gruppo di malattie rare, che attualmente dispongono di scarse opzioni di cura.
Il progetto, guidato dal prof. Alessandro Quattrone, docente del Dipartimento di Biologia cellulare, computazionale e integrata (Cibio) presso l’Università di Trento, rappresenta un avanzamento cruciale nell’ambito delle terapie avanzate. Il team di ricerca del professor Quattrone include Maria Corinna Diener, Samuele Sanniti e Alberto Raoss, che stanno lavorando per sviluppare soluzioni rivoluzionarie nel trattamento delle malattie causate da insufficienza proteica.
“Negli ultimi cinque anni abbiamo cercato di superare una delle maggiori sfide legate all’editing genico, ovvero la necessità di creare terapie su misura per ogni specifica mutazione genetica. Il nostro approccio innovativo punta a migliorare la produzione cellulare di proteine, una soluzione che potrebbe essere efficace per oltre 400 malattie rare legate alla carenza proteica”, afferma il professor Quattrone. “Grazie al talento dei giovani ricercatori del mio gruppo, siamo pronti a sfruttare appieno le potenzialità di questa strategia, e il modello di Extend è la piattaforma ideale per trasformare questa visione in realtà”.
Il progetto, denominato Kozaks (acronimo di “Kinetic Optimization of Zygosity by Altered Kozak Sequence”), trae ispirazione dalla celebre biochimica Marilyn Kozak, nota per la scoperta, oltre 40 anni fa, della sequenza genetica che regola la produzione efficiente di proteine.
Il progetto non è alle fasi iniziali. “Abbiamo già pubblicato un articolo scientifico, grazie al fondamentale contributo di Chiara Ambrosini, una nostra brillante dottoranda che ora prosegue la sua carriera altrove, e abbiamo depositato un brevetto”, conclude Quattrone. “Questo finanziamento ci consente di passare dalla fase preclinica allo sviluppo industriale, aprendo la strada a nuove possibilità terapeutiche per le malattie rare”.