Università di Catania, progetto Icod: nuova terapia per la sindrome di Down

Bambino con sindrome di Down sorride in compagnia dei genitori.

Sindrome di Down, l’Università di Catania nel progetto Icod per un trattamento innovativo che migliora le capacità cognitive.

Un importante passo avanti nella ricerca farmacologica per il trattamento dei deficit cognitivi legati alla sindrome di Down è stato presentato oggi, nella sede del Parlamento europeo, in occasione della Giornata mondiale della sindrome di Down. Il progetto Icod (Improving COgnition in Down syndrome) punta a sviluppare il primo trattamento farmacologico specifico per migliorare le capacità cognitive delle persone con questa condizione.

Tra i partecipanti all’evento, rappresentanti delle istituzioni europee e delle associazioni dei pazienti, tra cui EuforTrisomy21. Hanno preso parte alla presentazione anche Filippo Caraci, docente di Farmacologia all’Università di Catania e responsabile della Uor di Neurofarmacologia presso l’Irccs Oasi di Troina, Pier Vincenzo Piazza, CEO di Aelis Farma, e Rafael De la Torre dell’Imim (Spagna).

Il farmaco sperimentale AEF0217, un inibitore selettivo del signaling del recettore CB1 dei cannabinoidi, ha mostrato risultati promettenti nella fase I dello studio clinico, evidenziando un miglioramento significativo delle funzioni cognitive e comportamentali dei pazienti coinvolti. Secondo la Società Italiana di Farmacologia (Sif), Icod rappresenta un modello virtuoso di trasferimento tecnologico, dalla ricerca preclinica fino allo sviluppo clinico avanzato, dimostrando il valore della farmacologia traslazionale nella sindrome di Down.

Durante il suo intervento, Caraci ha sottolineato che “Icod è un esempio emblematico di come la ricerca farmacologica possa tradursi in innovazione terapeutica concreta, grazie alla sinergia tra mondo accademico, industria, trasferimento tecnologico e istituzioni europee”.

La fase II dello studio clinico, prevista per il secondo semestre del 2025, coinvolgerà almeno 200 persone con sindrome di Down in vari centri europei, tra cui l’Irccs Oasi di Troina, rafforzando il ruolo dell’Italia in questa ricerca. “L’obiettivo è validare ulteriormente l’efficacia e la sicurezza del trattamento, aprendo la strada a una futura applicazione clinica su larga scala”, ha aggiunto Caraci.

La Società Italiana di Farmacologia accoglie con entusiasmo i risultati ottenuti e ribadisce il proprio impegno nella promozione del trasferimento tecnologico e nella formazione di giovani ricercatori nel settore della farmacologia sperimentale e clinica. “Questo straordinario percorso – ha dichiarato il presidente della Sif, Armando Genazzani – deve ispirare i giovani farmacologi, affinché vedano nel trasferimento tecnologico una strada concreta per trasformare la scienza in soluzioni terapeutiche innovative e accessibili”.