Università Sapienza, scoperta una nuova forma di ghiaccio ibrido

Ricercatori della Sapienza osservano il ‘ghiaccio VII plastico’, struttura ibrida tra solido e liquido che potrebbe trovarsi sulle lune di Giove.
Un team internazionale di ricerca, guidato dall’Università Sapienza di Roma, ha dimostrato per la prima volta l’esistenza del ‘ghiaccio VII plastico’, una particolare forma ibrida di ghiaccio che si colloca tra lo stato solido e quello liquido. Il risultato, pubblicato sulla rivista Nature, potrebbe offrire nuove prospettive nel campo della planetologia, contribuendo a comprendere meglio l’evoluzione dei pianeti ghiacciati e delle lune del Sistema Solare.
Il ghiaccio VII plastico si forma in condizioni estreme, a pressioni superiori a 50mila atmosfere e a temperature di circa 300 gradi. La ricerca, coordinata da Livia Eleonora Bove, è riuscita a ottenere l’osservazione diretta di questa struttura, caratterizzata da molecole d’acqua disposte in un denso reticolo cubico. A differenza di altre forme di ghiaccio, le molecole possono ruotare attorno alle loro posizioni in modo simile a un liquido. “Combinando dati sperimentali e simulazioni, abbiamo scoperto che le rotazioni nel ghiaccio plastico non sono completamente libere, ma avvengono attraverso salti tra posizioni preferenziali”, spiega Maria Rescigno della Sapienza, prima autrice dello studio.
Questa scoperta non solo arricchisce la conoscenza sui legami chimici che si sviluppano in condizioni estreme, fondamentali per comprendere le proprietà dell’acqua e di molte altre sostanze, ma potrebbe anche chiarire alcune questioni ancora irrisolte in astronomia. Ad esempio, la presenza del ghiaccio VII plastico potrebbe spiegare le differenze tra Ganimede e Callisto, due lune di Giove, suggerendo che questa particolare forma di ghiaccio sia presente solo su uno dei due corpi celesti.