Venezia e Università di Trieste uniscono le forze per lo studio delle maree

Venezia, gondola ormeggiata sul Canal Grande

Il Comune di Venezia consolida il patto con l’Università di Trieste per lo studio e la gestione delle maree, con un accordo triennale che prevede scambio di dati e sviluppo di nuove tecnologie.

La giunta comunale di Venezia ha approvato, su proposta dell’assessore alla Protezione Civile Andrea Tomaello, un accordo di collaborazione con l’Università di Trieste, Dipartimento di Matematica, Informatica e Geoscienze. L’intesa mira a unire le forze tra il Comune, attraverso il Settore Smart Control Room e il Centro Previsione Maree, e l’ateneo triestino per affrontare tematiche comuni legate ai fenomeni marini e alle mareggiate.

L’accordo prevede lo scambio di dati e informazioni scientifiche riguardanti le maree, gli eventi estremi e il loro impatto sulle coste del Nord Adriatico. Si punterà, inoltre, all’innovazione tecnologica e allo sviluppo di nuove tecniche per l’elaborazione dei dati e la gestione della vulnerabilità costiera. “La conoscenza scientifica e la tecnologia sono strumenti essenziali per affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici,” ha dichiarato il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro. “La collaborazione tra enti è cruciale in questo contesto.”

Un partenariato per la protezione costiera

Le attività previste dall’accordo, che avrà una durata di tre anni, saranno coordinate attraverso incontri periodici. L’assessore Andrea Tomaello ha evidenziato l’importanza di questa iniziativa: “Il Centro Maree del Comune di Venezia continua a essere una struttura di eccellenza. Rafforzare il legame con l’Università di Trieste ci permetterà di migliorare la comprensione dei fenomeni meteo-marini e di ottimizzare la gestione delle coste del nostro territorio.”

L’accordo mira anche a favorire la ricerca e la formazione in ambito scientifico, con l’obiettivo di migliorare le strategie di protezione delle fasce litoranee e di aumentare la professionalità e la qualità dei servizi forniti ai cittadini. “Mai come oggi le sinergie tra enti sono fondamentali per condividere dati e tecniche avanzate che migliorino il servizio finale,” ha concluso Tomaello.