Ministra Bernini: “Mai più test a crocette in Medicina”

La ministra Bernini annuncia l’addio ai test a crocette in Medicina e un aumento programmato dei posti per gli studenti.
“La priorità in questo momento è il corso di laurea in Medicina e Chirurgia. Siamo riusciti a valorizzarlo abolendo i test di ingresso dopo vent’anni di tentativi e superando il numero chiuso così come lo abbiamo conosciuto”, ha dichiarato la ministra dell’Università e della Ricerca, Annamaria Bernini, a margine dell’inaugurazione del ventesimo anno accademico dell’Università Kore.
La ministra ha spiegato che il nuovo sistema entrerà in vigore già da quest’anno, con l’eliminazione definitiva dei test a crocette e l’introduzione di un semestre caratterizzante. “Non si faranno mai più i test a crocette, almeno fino a quando io sarò ministro e mi auguro per sempre, perché non hanno senso: si farà un semestre caratterizzante con gli studenti che si formeranno sulle materie che potranno spendere altrove”, ha sottolineato Bernini.
Il decreto legislativo attuativo è già pronto, ha precisato la ministra, e il numero di studenti sarà aperto in modo programmato a partire da questo anno accademico. “Siamo già in dirittura di arrivo con il decreto legislativo. Siamo ancora in vacatio legis, la legge è stata pubblicata pochi giorni fa e adesso ci sono i 15 giorni di vacatio, ma noi siamo già pronti per partire con il numero aperto”.
Per le università private, Bernini ha chiarito che potranno continuare il reclutamento se già avviato, ma dovranno successivamente adeguarsi ai principi della riforma attraverso una norma transitoria. Il numero dei medici aumenterà gradualmente in modo programmato e sostenibile, senza destabilizzare il sistema. “Ogni anno aumenteremo i posti, per evitare di scassare il sistema in maniera indiscriminata. Dobbiamo smettere di incentivare il turismo universitario forzato, che ha massacrato la nostra generazione costringendola a studiare in Europa. Se gli studenti vanno all’estero per poi tornare, significa che si sarebbero formati qui se il numero fosse stato aperto. Non c’è un problema di pletora medica, ma di numero programmato. Nessuno li può formare meglio di noi ed è su questo che io mi sto impegnando”, ha concluso la ministra.