Università, Bernini: 1,2 miliardi per studentati e 850 milioni per borse di studio

La ministra Anna Maria Bernini durante il question time alla Camera dei deputati svela i fondi destinati a migliorare il sistema universitario italiano, con un piano per nuovi alloggi e risorse per il sostegno agli studenti.
Il governo ha destinato 1,2 miliardi di euro per un piano dedicato agli alloggi universitari e 850 milioni per borse di studio, un finanziamento senza precedenti. Lo ha dichiarato la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, durante il question time alla Commissione Cultura della Camera dei deputati. Bernini ha sottolineato che la questione centrale non è solo l’ammontare delle risorse, ma come queste verranno investite e distribuite, essendo fondi provenienti dai contribuenti. La ministra ha aggiunto: “Abbiamo creato una conferenza in cui partecipano tutti gli stakeholder, dal Crui all’Anvur, fino ai consigli degli studenti universitari, per ridefinire l’assetto del fondo di finanziamento ordinario, che attualmente è vincolato da regole non più adeguate alla realtà odierna.”
Bernini ha proseguito spiegando che sono stati già sbloccati 50 milioni di euro dal fondo di finanziamento ordinario, ora a disposizione degli atenei, i quali potranno gestirli autonomamente. La ministra ha anche reso più flessibile il piano straordinario di reclutamento, sottolineando che maggiore autonomia per le università implica anche una maggiore responsabilità.
Riguardo alle risorse, Bernini ha spiegato che il fondo di finanziamento ordinario non è l’unica fonte di supporto per gli atenei italiani. Negli ultimi anni, il finanziamento complessivo è passato da 7,5 miliardi a oltre 9 miliardi, anche in risposta alle esigenze create dalla pandemia. A partire da quest’anno, e per i prossimi due, la legge di bilancio confermerà questo impegno, stabilizzando il fondo a oltre 9 miliardi.
Per il 2024, il fondo non include il contributo straordinario ricevuto nel 2023 legato al Pnrr, ma rimarrà comunque superiore rispetto al 2022. “Non c’è stato nessun taglio di 513 milioni di euro come è stato affermato. Si tratta invece di 173 milioni in meno, derivanti dal contributo straordinario del 2023, di cui 121 milioni sono stati già anticipati l’anno scorso. Questi sono i dati reali,” ha chiarito la ministra.
Per dimostrare che le università italiane non sono in difficoltà economica, Bernini ha evidenziato che i bilanci degli atenei sono tutti in attivo, con un totale di circa un miliardo di euro. Questo è stato possibile grazie a una varietà di risorse a disposizione, come i quasi 11 miliardi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e i fondi aggiuntivi del Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari, che saranno utilizzati fino al 2026. Questi fondi stanno contribuendo a rafforzare il sistema universitario italiano, rendendolo più competitivo a livello internazionale.